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Le nostre consulenze Finanziarie WiFin

Sommario

 

Perché rivolgersi a un consulente finanziario. 2

Pianificazione Finanziaria. 3

Investimenti 4

Risparmio Gestito. 7

Fondi e Sicav. 7

Gestioni Patrimoniali 7

Assicurazione sulla Vita a Prestazioni Rivalutabili 8

Assicurazione sulla Vita Multiramo. 8

Unit Linked. 9

Risparmio Amministrato. 9

Obbligazioni 9

Titoli di Stato. 10

Azioni 11

Conti Deposito. 11

Investimenti Alternativi 12

Diamanti da investimento. 12

Arte. 12

Vino. 12

Protezione della Persona. 13

Assicurazione TMC. 14

Assicurazione LTC. 14

Polizza Infortuni Professionale ed Extraprofessionale. 15

Polizza Per Intervento Chirurgico Conseguente ad Infortunio o Malattia. 15

Protezione Patrimoniale. 17

Trust. 17

Intestazione Fiduciaria. 21

Previdenza. 23

Fondo Pensione Aperto. 23

Piano Individuale di Previdenza (PIP). 24

Tax Planning. 25

Pianificazione Successoria. 26

Passaggi Generazionali in Azienda. 27

Finanziamenti 28

Mutui 28

Crediti Personali 28

Leasing. 28

Leasing Strumentale. 29

Leasing Nautico. 29

Leasing Targato. 29

Leasing Immobiliare. 29

 

Perché rivolgersi a un consulente finanziario

 

 

Il compito del consulente finanziario è quello di capire a fondo le esigenze del cliente, che come vediamo dall’immagine possono essere molteplici, per poter scegliere gli strumenti che hanno la più alta probabilità di raggiungere gli obiettivi che si pone il cliente nel rispetto dei vincoli di rendimento, rischio e costi. 5

 

Pianificazione Finanziaria

 

Perché dovrei investire?

È una domanda che è lecito porsi soprattutto in un contesto economico quanto mai incerto; l’investimento è utile perché, se effettuato rispettando i criteri della Pianificazione Finanziaria, ci consente di mantenere il potere d’acquisto e di soddisfare i propri progetti di vita.

La Pianificazione Finanziaria è il processo d’individuazione del fabbisogno finanziario futuro di una persona, o di una famiglia, e delle strategie atte al suo soddisfacimento.

È possibile strutturare tale processo nei seguenti punti:

  • Definizione del Bilancio e dello Stato Patrimoniale della persona/famiglia: individuazione dei flussi di cassa (stipendi, fatture, pensioni, affitti, costi per il mantenimento dei beni,…) e delle risorse patrimoniali della persona/famiglia (beni mobili e beni immobili).
  • Individuazione degli obiettivi: una riserva per gli imprevisti, l’acquisto della casa al mare, l’acquisto dell’auto, il mantenimento agli studi dei figli, il giro del mondo, una rendita pensionistica o semplicemente l’accrescimento del patrimonio sono propositi da raggiungere con soluzioni differenti.
  • Definizione di un orizzonte temporale per il raggiungimento degli obiettivi individuati.
  • Individuazione del livello di rischio che si è disposto a sostenere per il raggiungimento dei singoli obiettivi.
  • Costruzione della Asset Allocation coerente con quanto individuato: scelta delle classi d’investimento (diversificazione geografica, settoriale e valutaria) e definizione del portafoglio.
  • Verifica periodica dell’attualità degli obiettivi. Le modifiche della situazione familiare, ad esempio un matrimonio o la nascita di figli possono comportare una modifica anche profonda degli obiettivi e della propensione al rischio. 6
 

 

 

Investimenti

 

Descrizione: protezione_patrimoniale1

Con il termine investimento si intende genericamente l’impiego di risorse finanziare in attività produttive o in strumenti finanziari con lo scopo di ottenere un utile o incrementare un reddito.

L’investimento quindi non è altro che il procedimento con cui ognuno di noi sposta nel tempo le proprie disponibilità, rinunciando a consumarle oggi, in vista di un utilizzo futuro.
È opportuno porsi una domanda: investire è utile? Probabilmente sì.
Perché, se fatto nel modo corretto, consente di conservare nel tempo il potere d’acquisto dei nostri risparmi e ci aiuta a soddisfare i nostri bisogni come: mandare i figli all’università, comprare una casa, cambiare la macchina, fare una vacanza, o semplicemente dormire sonni tranquilli (perché avremo pensato per tempo, ad esempio, a come mantenere inalterato il nostro tenore di vita quando andremo in pensione) o toglierci uno sfizio piuttosto che realizzare qualche sogno.

Se condividiamo l’idea di cui sopra, allora, è bene non confondere, né dal punto di vista concettuale che da quello operativo, l’investimento con la speculazione.

A ognuno piacerebbe che 1.000 euro oggi diventassero 1.500 fra tre giorni; ma questo esempio, nella sua banalità, descrive bene l’idea di speculazione e non certo quella di investimento.
Si tratta di concetti completamente diversi che prevedono approcci mentali (nel caso della speculazione la componente “avidità” riveste un ruolo fondamentale), modalità operative, livelli di rischio ed obiettivi significativamente differenti e pertanto non vanno confusi.
Una tale precisazione, seppur forse scontata, permette di sgombrare il campo da possibili incomprensioni e consente di avere il giusto approccio all’investimento.
Ogni investimento (sia che si parli di strumenti finanziari piuttosto che di immobili o di altri beni) è legato essenzialmente ai seguenti concetti, tra loro strettamente connessi: rendimento, rischio ed orizzonte temporale.
In modo intuitivo e semplicistico il rendimento rappresenta la differenza tra quanto io ho investito e quanto otterrò alla fine dell’investimento.
 

  1. rischio, invece, misura l’incertezza legata al valore futuro dell’investimento ossia quale rendimento posso ottenere.

Esistono, generalmente, investimenti con differenti livelli di rischio, la cui previsione di rendimento ex-ante può

risultare, in molti casi, molto difficile. È bene sempre tenere a mente che si può incorrere anche in un “rendimento

negativo” ossia ottenere, alla fine, meno di quanto investito all’inizio. 7

 

 

L’orizzonte temporale indica il tempo in cui l’investitore rinuncia alle proprie disponibilità finanziarie, o a parte di esse, per investirle con lo scopo di ottenere un rendimento “adeguato” agli obiettivi che si era prefissato. In altre parole non è altro che la durata dell’investimento. Negli investimenti finanziari, normalmente, vige la regola che più è lungo l’orizzonte temporale di riferimento, minori sono i rischi.

È abbastanza intuitivo comprendere che, per investire in modo corretto, è richiesta una conoscenza dei mercati, dei settori in cui si investe e degli strumenti con cui farlo. Generalmente, chi si affida ad un valido professionista riesce a costruirsi un portafoglio di investimento che, attraverso una attenta diversificazione, permette di minimizzare il rischio complessivo, ma soprattutto può contare su un “monitoraggio” nel tempo delle scelte effettuate.

Quest’ultimo aspetto è determinante perché consente di apportare aggiustamenti al verificarsi di eventi che abbiano modificato la situazione iniziale. Tali eventi non sono solo “esogeni”, ossia riferibili al mercato (variazione dei tassi di interesse, valute, PIL, etc.), ma possono essere anche di tipo “soggettivo” e soprattutto su questi aspetti bisogna “focalizzare” l’attenzione, in quanto modificano il profilo dell’investitore: si pensi, ad esempio, ad una persona “single” che si sposa e ha dei figli; se prima del matrimonio aveva una certa capacità di risparmio, dopo aumentano significativamente le sue necessità di spesa a discapito del risparmio.

Da tali considerazioni sembra che per investire, tutto sommato, ci siano poche e chiare regole che però, spesso, risultano difficili da seguire, soprattutto in alcune situazioni fortemente “emotive”, in cui l’investitore può trovarsi. Questi aspetti, di recente, hanno assunto una grande importanza in finanza perché, è stato dimostrato che, nelle scelte di investimento, ci si trova spesso di fronte ad un “soggetto emotivo” più che ad un “operatore razionale”. Per questo motivo prima di investire, oltre ad analizzare dettagliatamente la propria situazione finanziaria e patrimoniale, bisognerebbe rispondere “sinceramente” a semplici domande del tipo:

• Questi soldi che ho deciso di investire quando mi serviranno? (determinando così il mio “orizzonte temporale”)

• Nel caso subissi delle perdite, seppur parziali, cosa accadrebbe?

• Se ne avessi bisogno, in tutto o in parte, per una spesa improvvisa e mi venisse rimborsato meno di quanto investito, cosa succederebbe?

• Sono in grado di “metabolizzare”, nel breve periodo, un risultato negativo senza farmi prendere dal panico rischiando di compiere scelte sbagliate?

 

La risposta “ragionata” e “sincera” a queste domande determina la cosiddetta “propensione al rischio”, ossia quanto un investitore è disposto a tollerare le perdite.

La determinazione della propensione al rischio è difficile giacché muta non tanto a seconda del mercato, quanto dal nostro stato d’animo. Infatti, siamo influenzati dalla realtà in cui viviamo, perciò se sentiamo solo notizie negative (e ne abbiamo in abbondanza nei periodi di crisi) saremo naturalmente “pessimisti” e, dunque, poco propensi al rischio. Diversamente, se veniamo da una serie di scelte personali “azzeccate” o se nel nostro contesto sociale abbiamo racconti (spesso millanterie) di risultati incredibilmente positivi grazie ad investimenti rischiosi, saremo portati a seguire il gruppo per non essere tagliati fuori (non dimentichiamoci che l’uomo è un animale sociale), innalzando la nostra “voglia” di rischio con tutte le conseguenze del caso. 8

 

 

 

La definizione del “perimetro di azione” di un investimento, come in molte cose della vita, parte prima di tutto da se stessi: fissare in modo chiaro gli obiettivi da raggiungere e “controllare” le emozioni per fare scelte “ragionate”.

L’assistenza del consulente di fiducia non può che essere di aiuto, non solo per avere previsioni sugli scenari di mercato (attività per sua natura molto difficile), quanto per “immunizzare” il cliente dal rischio di essere troppo influenzato dal contesto con cui si rapporta. Costruire un “percorso d’investimento” significa agire in condizioni di incertezza e questo può portare a commettere errori, spesso anche gravi, soprattutto se non si “conosce se stessi”, rischiando di essere guidati principalmente dall’emotività o peggio da un, più o meno inconsapevole, desiderio di avidità.

L’investimento è una “cosa seria” che va fatta in modo serio; avvalendosi di un professionista serio.
Se ci soffermiamo un attimo a pensare ci accorgiamo che: investire è “bello” perché consente la realizzazione di noi stessi! 9

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Risparmio Gestito

Fondi e Sicav

  1. fondi comuni, patrimoni collettivi costituiti con i capitali raccolti da una pluralità di risparmiatori, e Sicav società d’investimento a capitale variabile aventi per oggetto esclusivo l’investimento collettivo del risparmio raccolto mediante l’offerta al pubblico delle proprie azioni, sia diritto italiano che estero.

 

COSA OFFRONO

  1. possibilità di comporre l’asset allocation più in linea con il proprio profilo di rischio e i propri obiettivi d’investimento. La possibilità di cogliere interessanti opportunità di diversificazione del portafoglio sia a livello geografico, valutario e settoriale, sia a livello di tipologie di investimento e stili di gestione. La possibilità di accedere anche con capitali minimi ed anche in modalità PAC.

 

A CHI SONO DEDICATI

A chi cerca:

  • elevata accessibilità ai mercati. Investendo contemporaneamente in più comparti diversi e quindi distribuire l’investimento tra diversi mercati specifici, mirando a limitare il rischio di perdite e cercando di ottimizzare i rendimenti attesi.
  • grande versatilità. È possibile distribuire liberamente l’investimento tra i compartimenti e variare la composizione dell’investimento in qualsiasi momento per cogliere le opportunità del mercato.

 

Gestioni Patrimoniali

Le Gestioni Patrimoniali sono servizi avanzati ed altamente professionali riservati agli investitori più esigenti. Il patrimonio è affidato in delega a gestori esperti e qualificati, capaci di interpretare al meglio l’andamento dei mercati, di prendere in modo tempestivo le decisioni di investimento più opportune e coerenti con i propri progetti e aspettative.

COSA OFFRONO

grande flessibilità, per diversificare l’investimento scegliendo diverse linee di gestione contemporaneamente e con la libertà di modificarle in qualsiasi momento

massima efficienza fiscale, per ottimizzare la gestione fiscale delle singole linee, permettendo la compensazione automatica, alla fine di ogni anno o alla chiusura del mandato, tra le plusvalenze e le minusvalenze realizzate nelle diverse linee

massima trasparenza, grazie a un rendiconto unico, chiaro, preciso e dettagliato per ciascuna linea di investimento.

 

A CHI SONO DEDICATE

A chi vuole un unico contratto che offre differenti opzioni di investimento, con linee di gestione selezionate per investire nel mercato nazionale, in quello internazionale o in asset alternativi e che non vuole perdere la possibilità di poter compensare plusvalenze e minusvalenze detenute presso diversi istituti. 10

 

 

 

Assicurazione sulla Vita a Prestazioni Rivalutabili

Il “Contratto di assicurazione sulla vita a prestazioni rivalutabili” che, mediante il versamento di un premio unico o di eventuali premi aggiuntivi, consente a ciascuna ricorrenza annuale di polizza, in vita l’Assicurato, la liquidazione periodica delle rivalutazioni maturate nell’annualità di riferimento.

 

COSA OFFRE

  • Prestazioni in caso di vita dell’assicurato:

il pagamento al Contraente di somme periodiche corrispondenti alle rivalutazioni riconosciute dal contratto.

  • In caso di decesso dell’Assicurato nel corso della durata contrattuale, il pagamento ai Beneficiari designati in polizza dal Contraente, del capitale rivalutato alla data del decesso.
  • Alla scadenza contrattuale, il Contraente può optare per la conversione del capitale in:
    • una rendita vitalizia;
    • una rendita vitalizia reversibile;
    • una rendita certa e successivamente vitalizia;
    • un piano di riscatti programmati.

 

Assicurazione sulla Vita Multiramo

L’Assicurazione sulla Vita Multiramo che, mediante il versamento di un premio unico o di eventuali premi aggiuntivi, prevede che le prestazioni dovute, dipendano o dai mercati azionari internazionali con diversi gradi di rischio/opportunità di rendimento, o dal rendimento della Gestione Separata che garantisce il capitale e un rendimento minimo.

 

COSA OFFRE

  • Prestazioni in caso di vita dell’assicurato:

l’erogazione di un capitale che si ottiene dal disinvestimento delle attività attribuite alla polizza e collegate ai Fondi assicurativi interni e alla Gestione separata alla data di scadenza stessa.

  • In caso di decesso dell’Assicurato nel corso della durata contrattuale:

l’erogazione di un capitale che si ottiene dal disinvestimento delle attività attribuite alla polizza e collegate ai Fondi assicurativi interni e alla Gestione separata e maggiorato di un ulteriore importo variabile in funzione dell’età dell’Assicurato alla data di stipula del contratto.

 

I VANTAGGI

Vantaggi di natura finanziaria

  • In un unico contratto il Cliente ha disposizione una Gestione Separata con rendimento garantito e Fondi Unit Linked con diverso profilo di rischio
  • Gestione multimanager: gli OICR in cui ciascun Fondo interno investe sono selezionati dalla compagnia.
  • Flessibilità: switch, riscatti totali, parziali, premi aggiuntivi. 11

 

 

 

 

Unit Linked

La polizza vita “Unit Linked” a premio unico o versamenti periodici, che consente di investire le somme versate scegliendo tra Fondi e Sicav di case d’investimento internazionali.

 

COSA OFFRE

  • offre la massima personalizzazione flessibilità dell’investimento.
  • In particolare hai l’opportunità di costruire e modificare in qualunque momento l’asset allocation dell’investimento, scegliendo, in base al tuo profilo di rischio/rendimento, all’interno di un’ampia gamma di fondi e comparti di SICAV delle società di gestione più importanti a livello mondiale.

 

I VANTAGGI

  • Personalizzazione della propria asset allocation, con in più i benefici (copertura assicurativa, non pignorabilità, insequestrabilità, ecc.) riconosciuti alle polizze vita.

 

A CHI È DEDICATA

È una soluzione adatta a clienti con buona cultura finanziaria, attitudine ad effettuare in autonomia le proprie scelte d’investimento ed elevato profilo di rischio.

 

Risparmio Amministrato

Obbligazioni

In finanza con il termine obbligazione (in lingua inglese bond) si indica un titolo di debito emesso da società o enti pubblici che attribuisce al suo possessore il diritto al rimborso del capitale prestato all’emittente alla scadenza, più un interesse su tale somma.

 

Categorie

Obbligazioni callable: sono delle obbligazioni a tasso fisso per le quali l’emittente si riserva la facoltà di rimborso prima della reale scadenza delle stesse.

 

Obbligazioni convertibili: sono obbligazioni che incorporano la facoltà di convertire, a una scadenza prefissata, il prestito obbligazionario in azioni secondo un rapporto di cambio predeterminato.

 

Obbligazioni a tasso fisso: sono obbligazioni che remunerano l’investimento a un tasso di interesse fisso stabilito prima dell’emissione. All’interno della categoria delle obbligazioni a tasso fisso è tuttavia possibile distinguere almeno due diverse tipologie di obbligazioni, che prevedono che il tasso fisso prestabilito cresca o diminuisca durante la vita del titolo (si tratta, rispettivamente, delle obbligazioni “step up” e “step down”).

 

Obbligazioni a tasso variabile: sono obbligazioni che remunerano l’investimento a un tasso di rendimento che varia in base a un parametro di riferimento, che può essere di natura monetaria, finanziaria o in base

 

 

 

 

all’andamento del prezzo di materie prime. Il tasso varia a determinate scadenze temporali seguendo i tassi di mercato.

 

Obbligazioni Zero-Coupon (o Zero-Coupon Bonds, abbreviato ZCB): sono obbligazioni senza cedola (coupon) che quindi non liquidano periodicamente gli interessi ma li corrispondono unitamente al capitale alla scadenza del titolo. La duration di uno ZCB è uguale alla sua vita residua.

 

Obbligazioni strutturate: sono obbligazioni il cui rendimento dipende dall’andamento di un’attività sottostante.

 

Obbligazioni Subordinate: sono obbligazioni il cui rimborso, in caso di procedura fallimentare, avverrà solo dopo aver soddisfatto tutti i creditori privilegiati e chirografari.

 

Rendite perpetue: sono obbligazioni che corrispondono perpetuamente una cedola predefinita. Tali obbligazioni non presuppongono nessun rimborso a termine

 

Titoli di Stato

I titoli di Stato sono obbligazioni emesse periodicamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per conto dello Stato con lo scopo di finanziare il proprio debito pubblico o direttamente il deficit pubblico. I diritti di credito incorporati nel titolo possono essere corrisposti al sottoscrittore del prestito sia mediante lo scarto di emissione (ossia la differenza tra il valore nominale e il prezzo di emissione o di acquisto), sia mediante il pagamento di cedole (fisse o variabili) durante la vita del titolo. Alla scadenza dell’obbligazione lo Stato rimborsa il capitale iniziale.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze emette sul mercato cinque categorie di titoli di Stato, ciascuno con diverse caratteristiche in termini di scadenza, rendimento e modalità di pagamento degli interessi dovuti:

 

Buoni Ordinari del Tesoro (BOT): titoli a breve termine, della durata di 3, 6 e 12 mesi, privi di cedole, il cui rendimento è dato dallo scarto di emissione

 

Btp Italia: titoli della durata di quattro anni;

 

Certificati di Credito del Tesoro (CCT): titoli della durata di 7 anni e cedole variabili semestrali, legate al tasso Euribor a 6 mesi più una maggiorazione

 

Certificati del Tesoro Zero Coupon (CTZ): titoli della durata di 24 mesi, privi di cedole;

 

Buoni del Tesoro Poliennali (BTP): titoli della durata di 3, 5, 10, 15 e 30 anni, con cedole fisse semestrali;

Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’Inflazione Europea (BTP€i): titoli della durata di 5 e 10 anni, nei quali sia il capitale rimborsato a scadenza, sia le cedole semestrali sono rivalutati in base all’andamento dell’inflazione europea, misurato dall’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo (IAPC) nella Zona euro con esclusione del tabacco, calcolato mensilmente da Eurostat. Questi titoli garantiscono una protezione contro l’aumento dei prezzi in Europa. 13

 

 

 

Sono stati emessi anche BTP€i con durate di 15 e 30 anni (e potrebbero essere emessi di nuovo in futuro).

Dall’estate 2010 il MEF ha cominciato ad emettere una nuova classe di titoli a cedola variabile sostituendo i vecchi CCT: i CCTeu, collegati al tasso Euribor invece che al tasso BOT 6 mesi.

Azioni

Il vantaggio dell’emissione di azioni per l’azienda emittente è rappresentato dal recupero di liquidità finanziaria necessaria per eventuali investimenti, mentre per il possessore dà diritto a ricevere una quota dei profitti dell’azienda noti come dividendi, oltre a possibili guadagni derivanti dalla vendita delle azioni stesse in seguito a quotazione sul mercato azionario.

Il ricorso alle azioni consente un più facile scambio delle stesse, magari attraverso lo strumento del mercato azionario. È possibile emettere diverse tipologie di azioni. All’interno di ciascuna categoria le azioni devono essere uguali e offrire uguali diritti.

Le azioni ordinarie danno al possessore diritti amministrativi e patrimoniali tra i quali: il diritto di partecipare alle assemblee ordinaria e straordinaria, il diritto al riparto degli utili e a una quota di liquidazione nel caso di scioglimento della società.

Le azioni privilegiate, di risparmio e di godimento, attribuiscono diritti diversi rispetto alle azioni ordinarie. Il valore complessivo delle azioni di una società è detto capitalizzazione.

 

Conti Deposito

È un deposito a tempo che prevede tassi di remunerazione diversificati a seconda della durata, tipologia di clientela e provenienza delle somme.

Il Conto Deposito è un prodotto sicuro. Il rischio principale è il rischio di controparte, cioè l’eventualità che la banca non sia in grado di rimborsare al depositante, in tutto o in parte, il saldo disponibile. Per questa ragione la banca aderisce al sistema di garanzia Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che assicura a ciascun depositante una copertura fino a 100.000,00 euro.

A CHI È DEDICATO

A coloro che potrebbero avere bisogno di liquidità nel breve periodo, ma che soprattutto non voglio prendersi il rischio di oscillazione che solitamente offrono i titoli quotati sui mercati. 14

 

 

 

 

 

 

 

Investimenti Alternativi

 

Diamanti da investimento

Arte

Quadri e capolavori di autori storici proposti come alto investimento anche per Musei e Fondazioni. Con documentazioni , certificati di garanzie ed autenticità.

 

Vino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Protezione della Persona

 

La protezione del capitale umano è solitamente trascurata nel processo di pianificazione finanziaria delle persone. Eppure basterebbe partire dalla semplice constatazione che per milioni di famiglie il capitale umano (inteso come attualizzazione dei redditi futuri della persona-chiave) rappresenta la magna pars della ricchezza domestica. Se una famiglia può risparmiare 100 euro al mese, è inopportuno destinarli a un piano di accumulazione per i figli o alla previdenza integrativa se prima non ha messo al sicuro il capitale umano della persona chiave. Cosa se ne farebbero i figli di poche migliaia di euro accumulate in un Pac in caso di premorienza del genitore che li mantiene?

  1. che in una situazione ideale sarebbe opportuno assicurare il capitale umano e contemporaneamente accumulare risparmi per la previdenza integrativa. Ma in uno scenario di redditi modesti e in contrazione, occorre agire sulla base di priorità.

È quindi prioritario stipulare apposite coperture caso morte, invalidità permanente da infortuni e malattia, non autosufficienza (long term care). Le coperture da procurarsi individualmente vanno calcolate tenendo conto di quelle già garantite dagli enti di previdenza obbligatoria (pensioni indirette e di inabilità) e dalle aziende/categorie di appartenenza.

Il risparmio che eventualmente residua si può destinare all’investimento vero e proprio. 16

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Assicurazione TMC

Una polizza “Temporanea Caso Morte” permetterà ai tuoi cari di disporre immediatamente di una somma di denaro per far fronte alle esigenze finanziarie urgenti.

 

COSA OFFRE

  • scegliere la frequenza dei versamenti (annuale, semestrale e mensile)
  • scegliere l’importo del capitale da assicurare
  • avere una copertura del rischio morte per tutta la durata dell’assicurazione

 

I VANTAGGI

  • decidere liberamente i Beneficiari, anche al di fuori dell’asse ereditario
  • detrarre i premi versati nella misura del 19%, se l’Assicurato è il Contraente o è fiscalmente a carico del Contraente (detrazione massima consentita pari ad € 245,32)
  • ottenere un capitale in caso di morte dell’Assicurato esente da Irpef e dall’imposta sulle successioni

 

A CHI È DEDICATA

  • a chi intende tutelare i propri cari in caso di prematura scomparsa

 

Assicurazione LTC

Una polizza “Long Term Care” permette di affrontare più serenamente i rischi legati in particolare contro un’eventuale perdita di autosufficienza, in qualsiasi momento si verifichi.

 

COSA OFFRE

  • consente in conseguenza del versamento di un premio mensile, variabile in base al sesso, età, stato di salute dell’Assicurato e livello di rendita prescelta, di incassare mensilmente una rendita certa da utilizzare in particolare:
  • per un’assistenza personale, nel momento in cui si dovesse perdere la propria capacità di svolgere autonomamente le attività primarie della vita quotidiana

 

I VANTAGGI

  • premio costante da versare per la durata del contratto;
  • copertura caso morte a favore dei beneficiari;
  • libera designazione di specifici beneficiari caso morte anche diversi degli eredi legittimi;
  • detrazione fiscale: In relazione ai premi, è riconosciuta una detrazione di imposta ai fini IRPEF attualmente pari al 19% dei premi versati, entro il limite massimo annuo di euro 1.291,14.

In relazione alle prestazioni, le rendite erogate per la perdita dell’autosufficienza sono esenti dall’ IRPEF così come l’eventuale capitale corrisposto in caso di prematura scomparsa dell’assicurato.

  • Quest’ultimo non concorre alla formazione dell’asse ereditario ai fini dell’imposta di successione. 17

 

 

 

A CHI È DEDICATA

A chi intende ricevere una rendita mensile in caso di perdita del l’autosufficienza:

  • andare al bagno ed usarlo e mantenere un livello ragionevole di igiene personale
  • essere in grado di vestirsi, svestirsi e riporre gli indumenti;
  • bere e mangiare;
  • spostarsi verticalmente dal letto alla sedia e dalla sedia al letto.

 

Polizza Infortuni Professionale ed Extraprofessionale

COSA OFFRE

Copertura da Invalidità Permanente e Diaria da Ricovero. Pagando una percentuale della somma assicurata in funzione del grado di invalidità permanente per infortunio e la corresponsione di una diaria giornaliera per ogni giorno da ricovero.

ALTRI VANTAGGI

  • Diaria da convalescenza da infortunio: garantisce un’indennità giornaliera, in caso di convalescenza post ricovero dovuto a infortunio indennizzabile ai termini di polizza.
  • Invalidità permanente del conducente: offre il raddoppio del capitale assicurato per Invalidità Permanente nel caso in cui l’infortunio avvenga quando l’Assicurato si trovi alla guida di un veicolo.
  • Morte per infortunio: pagamento in caso di morte per infortunio della somma assicurata per invalidità permanente.
  • Assistenza: garantisce una serie di prestazioni di assistenza in caso di infortunio, come la consulenza medica, l’invio di un infermiere a domicilio, il rientro sanitario, ecc.

 

A CHI È DEDICATA

A chi desidera essere tutelato economicamente in caso di infortunio. Ai lavoratori, dipendenti o autonomi, che vogliono mettersi al riparo dagli imprevisti derivanti da un infortunio sul lavoro.

 

Polizza Per Intervento Chirurgico Conseguente ad Infortunio o Malattia

COSA OFFRE

Garantisce il pagamento di una indennità predefinita in caso di intervento chirurgico, anche in day surgery o ambulatoriale, a seguito di infortunio o malattia; tale indennità sarà interamente corrisposta anche in caso di intervento eseguito attraverso il Sistema Sanitario Nazionale. Gli interventi chirurgici sono stati suddivisi in 7 classi, secondo la tipologia dell’intervento.

ALTRI VANTAGGI

  • diaria da ricovero o da ricovero e convalescenza: pagamento, che dipende dalla forma scelta per la copertura principale, per ogni giorno di ricovero o di ricovero e convalescenza dovuto a malattia o a infortunio;

 

 

 

  • assistenza, comprende una serie di prestazioni garantite in caso di necessità.

 

A CHI È DEDICATA

A chi desidera essere tutelato economicamente in caso di intervento chirurgico. 19

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Protezione Patrimoniale

 

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La tutela del patrimonio personale è molto sentita dai professionisti (commercialisti, revisori contabili, medici, architetti, ingegneri, avvocati, amministratori di condominio, etc.) in ragione dei rischi professionali a cui sono esposti e non sempre adeguatamente coperti dalle sole polizze assicurative. Vi sono poi anche altre situazioni, (separazioni, divorzi, incarichi di rilievo “pubblico” o ad alta esposizione “mediatica”) in cui, indipendentemente dall’attività che si svolge, alzare delle “barriere” di riservatezza intorno al proprio patrimonio contribuisce significativamente ad una sua maggior protezione.

Trust

Con il “Trust” una persona definita disponente (o settlor) trasferisce la proprietà di tutti o parte dei suoi beni a un altro soggetto (giuridicamente riconosciuto), chiamato trustee. La Fiduciaria dovrà amministrare secondo quanto stabilito nell’atto di Trust e trasferire ai beneficiari (beneficiaries) nei tempi e modi stabiliti dal disponente i beni inizialmente conferiti, compresi i risultati conseguiti durante il periodo di amministrazione.
Con tale “negozio” il disponente, trasferendo i suoi beni in Trust, separa gli stessi dal patrimonio che rimane nella sua sfera giuridica.
Nel Trust possono essere conferiti beni mobili, immobili, o qualsiasi diritto su di essi e opere d’arte.
L’atto di dotazione (conferimento dei beni), può essere fatto successivamente all’atto di costituzione del Trust, in più tranche e da soggetti diversi .

Quali motivi spingono a istituire un Trust?

  • Per proteggere il proprio patrimonio
  • Per la destinazione particolare di taluni beni (es. dote, nipoti, società ecc.)
  • Per garantire operazioni commerciali e immobiliari
  • Per opere benefiche e borse di studio
  • Per la trasmissione generazionale della ricchezza
  • Per proteggere soggetti deboli e/o interdetti

 

 

 

Il Trust è uno strumento giuridico antico ed affascinante conosciuto ed utilizzato da secoli in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Canada, in Australia ed in molti altri paesi già colonie inglesi (per esempio Cipro), per proteggere beni o diritti quando questi siano destinati ad uno scopo o siano riservati ad uno o più beneficiari. In origine, infatti, veniva usato soprattutto da parte dei Crociati, affinché la loro famiglia ne beneficiasse nell’eventualità che non facessero ritorno a casa.

Il Trust, che in inglese significa fiducia (o secondo la definizione dello Zingarelli “senso di affidamento e di sicurezza che viene da speranza o stima fondata su qualcuno o qualche cosa”), si può assimilare, quindi, ad una “solida cassaforte giuridica” entro la quale un soggetto pone uno o più beni, o un diritto, al fine di proteggerli dalle proprie vicende personali e dall’azione dei terzi.
IL Trust viene accostato, spesso e a torto, ad operazioni elusive; invece esso permette di tutelare, con una efficacia sconosciuta ad altri strumenti giuridici, valori come la fiducia, l’affidamento, la riservatezza ed in questo risiede la sua essenza più profonda.

Dunque attraverso il Trust, una persona definita disponente (settlor) trasferisce la proprietà di tutti od alcuni suoi beni ad un’altra, chiamata amministratore (trustee). Quest’ultima dovrà poi, a sua volta, trasferire la proprietà di tali beni ad uno o più terzi, denominati beneficiari (beneficiaries). Il trustee, nell’esercitare le sue funzioni, agisce esclusivamente nell’interesse di questi ultimi.
In molti trust è prevista una ulteriore figura: quella del guardiano (protector), che ha l’obbligo di fare rispettare al trustee le disposizioni contenute nell’atto istitutivo e dunque svolge una funzione di controllo e sorveglianza dell’attività del trustee potendo anche, ricorrendone le condizioni, revocare il trustee e sostituirlo con altro (trustee).

Semplificando, in termini giuridici si può dire che: il Trust è una “proprietà finalizzata” poiché il trustee ha l’obbligo di esercitare il diritto secondo la funzione e le finalità per la quale esso ne è divenuto formale titolare.
In concreto accade che il disponente, apportando determinati suoi beni in un Trust, ottiene la loro reale separazione dalla parte di patrimonio che resta nella sua sfera giuridica. Effettivo proprietario di tali beni diventa il Trustee, che li amministra per tutto il tempo stabilito nell’atto istitutivo (la durata del trust è limitata a cento anni) attenendosi alle deleghe ricevute.

 

Il Trust, dunque, è un istituto diverso dal mandato fiduciario, in cui la società fiduciaria funge da “prestanome” essendo semplice intestataria, in forma anonima, dei beni interessati, che restano però di proprietà del cliente. A riprova di ciò, nell’istituzione di un Trust debbono essere assolti tutti gli obblighi fiscali di un trasferimento di proprietà, cosa che non accade in un rapporto fiduciario.
 

Per questa fondamentale differenza, il Trust si rivela, in molti casi, più idoneo a proteggere un patrimonio e a determinarne la destinazione secondo gli obiettivi fissati dal disponente.
 

È bene infine ricordare, poiché ne rafforza ulteriormente il valore, che in un Trust si può conferire praticamente qualsiasi tipologia di beni: immobili, diritti d’autore, opere d’arte, partecipazioni societarie, valori mobiliari (azioni, titoli di stato, sicav, fondi comuni di investimento, polizze assicurative).

 

 

 

Il trust permettere di raggiungere una miriade di scopi ed è uno strumento formidabile per chi desidera garantire l’unità del proprio patrimonio nel tempo, o che vuole avere la certezza che sarà utilizzato secondo le sue volontà e le sue scelte, determinando in anticipo le modalità e i soggetti che ne beneficeranno avendo, nel contempo, la certezza che esso (patrimonio) sarà protetto da eventi imprevisti di ogni tipo.

Il trust dunque è utilizzabile, oltre che con riferimento al patrimonio personale, anche come efficacissimo strumento per pianificare la successione nella propria Azienda.

L’efficacia dello strumento si accompagna alla straordinaria flessibilità che consente di “confezionare su misura” il tipo di trust più idoneo allo scopo che si vuole raggiungere. Si pensi che è utilizzato, soprattutto nel mondo anglosassone, anche per il mero perseguimento di una finalità benefica o caritatevole.

Alcuni esempi possono sicuramente far meglio comprendere la validità di tale strumento per amministrare, proteggere e trasmettere il proprio patrimonio: si pensi all’imprenditore che vuole cedere la propria azienda al figlio più capace e nel contempo tutelare i diritti della moglie e degli altri figli; oppure ai genitori di un figlio disabile giustamente preoccupati di assicurargli protezione e sostegno quando loro non potranno più farlo; ma anche al professionista di alto profilo esposto a rischi professionali considerevoli e dunque a potenziali richieste di risarcimento spesso non gestibili con le sole polizze assicurative.

Peraltro la cronaca presenta, con una certa frequenza, casi di personaggi che hanno utilizzato il trust per gestire e soprattutto trasferire, ai beneficiari che avevano individuato, il proprio patrimonio secondo modalità e tempi da loro indicati.
Basti ricordare, tra i più famosi in ragione della consistenza dei patrimoni e della notorietà dei personaggi, il trust di Gianni Agnelli o quello di Luciano Pavarotti di cui tanto si è parlato sui giornali anche per le vicende giudiziarie che li hanno riguardati, ma che, nonostante questo, hanno raggiunto lo scopo per cui erano stati, a suo tempo, costituiti.

Più che analizzare le varie tipologie di trust secondo un approccio “accademico” è senza dubbio preferibile descrivere una serie di casistiche reali e concrete, alcune anche divertenti e bizzarre, in cui lo strumento è stato efficacemente utilizzato raggiungendo in pieno gli scopi per cui era stato istituito.

TRUST – MANTENERE LA DESTINAZIONE DI UN PATRIMONIO IMMOBILIARE

 

Situazione

I clienti sono tre fratelli ultraottantenni appartenenti a una nobile famiglia e proprietari, tra l’altro, di un importante sito storico.

 

Esigenza dei clienti

In considerazione dell’età avanzata i clienti vorrebbero evitare che alla loro morte insorgano conflitti tra gli eredi e che la proprietà venga frammentata o utilizzata per scopi non condivisi.

 

Soluzione

Con l’istituzione di un trust, per tutta la sua durata i clienti raggiungono il loro intento di non frammentare la proprietà; alla scadenza i beni saranno attribuiti ai discendenti secondo le regole indicate nell’atto istitutivo. Vengono nominati due trustee, di cui uno avrà la responsabilità gestionale della villa e l’altro curerà la gestione finanziaria del fondo in trust. 22

 

 

TRUST – PASSAGGIO GENERAZIONALE E SUCCESSIONE IN AZIENDA

 

Situazione

I clienti sono tre fratelli imprenditori che da trent’anni lavorano insieme. I primi due sono sposati, l’ultimo si sta per sposare; hanno una sorella con la quale non intrattengono rapporti da anni. I tre fratelli gestiscono con successo una florida azienda attiva in campo edilizio: il più giovane studia le strategie, amministra e coordina tutto, gli altri due sono presenti operativamente presso i cantieri. Tale stato di cose si riflette anche sulle intestazioni: infatti degli immobili e delle partecipazioni societarie risulta titolare il fratello più giovane e anche la maggior parte dei redditi relativi all’impresa affluisce su conti a lui intestati.

 

Esigenze dei clienti

I due fratelli più grandi vorrebbero razionalizzare e riequilibrare tra loro il patrimonio aziendale, anche al fine di tutelarsi riguardo a taluni eventi: nel caso di decesso improvviso del fratello minore per evitare la trasmissione ereditaria alla sorella e alla moglie; nel caso di morte dei fratelli maggiori per evitare di dipendere esclusivamente dalla correttezza del terzo fratello nella trasmissione dei “beni comuni” (ma in realtà intestati solo a lui) ai nipoti. I tre fratelli vorrebbero dunque organizzare il passaggio generazionale senza perdere da subito il controllo dei beni aziendali, senza subire limitazioni nella gestione dell’attività d’impresa e senza attenuare la forza contrattuale nei confronti dei terzi (clienti, fornitori), ai quali non intendono palesare tale riorganizzazione.

 

Soluzione

Con l’istituzione di un trust viene garantita la prosecuzione dell’attività aziendale e sono stabilite le regole per il passaggio generazionale: i beni appartenenti alle tre famiglie sono gestiti in modo unitario dal Trustee; i figli e i nipoti dei disponenti non godono dei beni conferiti, che con il trust vengono posti al riparo da rischi relativi ad eventi economici personali. Ai tre fratelli viene attribuita la gestione delle attività imprenditoriali e alle nuove generazioni saranno attribuiti i beni alla fine del trust.

 

TRUST - PROTEZIONE E SOSTEGNO DI SOGGETTI DISABILI

 

Situazione

La cliente è vedova, dispone di un importante patrimonio ereditato dal marito e ha un unico figlio disabile non autosufficiente.

 

Esigenza del cliente

La cliente desidera che anche dopo la sua morte il figlio possa essere accudito nel migliore dei modi, destinando a ciò l’ingente patrimonio di cui la signora dispone ed evitando così di affidarne le cure a un istituto senza avere le certezze, l’imparzialità e l’affidabilità garantite dal trust.

 

Soluzione

La cliente istituisce un trust con un fondo iniziale; il trust è “dormiente” e si incrementerà con i lasciti testamentari della disponente. Solo alla morte di quest’ultima il trust si attiverà garantendo - in linea con le indicazioni contenute nell’atto istitutivo - una rendita al figlio disabile, necessaria al suo sostentamento e al

 

 

riconoscimento di tutti i compensi alle persone impegnate nell’assistenza quotidiana e medica. Alla morte del figlio beneficiaria del capitale sarà un’associazione benefica. L’ufficio del Guardiano sarà costituito da più persone di fiducia della disponente, tra le quali il tutore, in modo da assicurare imparzialità e un adeguato controllo.

Altri esempi di utilizzo del Trust:

  • Attuazione di un concordato preventivo
  • Fini solidaristici con beneficiario finale una ONLUS
  • Protezione del patrimonio e trapasso generazionale
  • Protezione di immobili
  • Protezione figlio minore
  • Sostegno di genitori anziani
  • Per la realizzazione di patti di sindacato.

 

Intestazione Fiduciaria

L’intestazione fiduciaria sorge con un contratto di mandato, dove un soggetto (detto fiduciante) trasferisce un diritto al fiduciario (normalmente una società fiduciaria) che ha l’obbligo di esercitarlo per il soddisfacimento di determinati interessi del trasferente o di un terzo.

Più semplicemente è un mandato in forza del quale la società fiduciaria provvede ad intestare a sé stessa i beni del Cliente, agendo di fatto come “prestanome” e, in questo modo, realizzando una scissione, nella titolarità dei beni, tra proprietà apparente e proprietà sostanziale. In tal modo il cliente-fiduciante ottiene il risultato di non apparire di fronte ai terzi quale proprietario dei beni: la caratteristica principale del contratto fiduciario è l’anonimato.


Il cliente ha infatti la garanzia della custodia, dell’esercizio dei diritti inerenti ai beni e soprattutto, attraverso il segreto fiduciario, della riservatezza nei confronti di tutti coloro che non siano dotati di un legittimo potere di indagine.

È bene sottolineare che il cliente-fiduciante conserva la titolarità effettiva dei beni e dunque ne rimane proprietario e ne mantiene il controllo potendone chiedere in qualsiasi momento la restituzione (differenza essenziale rispetto al trust). Infine è opportuno ricordare che l’amministrazione dei beni da parte della società fiduciaria avviene secondo il principio della “trasparenza fiscale”.

Si possono intestare sia beni già in possesso del cliente (fiduciante) che beni acquistati su incarico dello stesso fiduciante ma anche beni acquistati da un terzo fiduciante, realizzando in tal modo il trasferimento della proprietà dei beni “fiduciati”, ferma restando l’intestazione degli stessi in capo alla società fiduciaria.

Di seguito si elencano, a solo titolo indicativo, alcuni servizi di intestazione fiduciaria:

  • Intestazione e amministrazione di titoli e valori mobiliari e contratti in genere;
  • Amministrazione di patrimoni, donazioni, legati, ecc.;
  • Partecipazioni in società di capitali (quotate e non quotate);
  • Sottoscrizione di aumenti di capitale e prestiti obbligazionari;

 

 

  • Conferimento di mandati irrevocabili alla società fiduciaria in occasione di passaggi generazionali;
  • Attribuzione di stock option;
  • Contraente nonché beneficiario di polizze assicurative;
  • Intestazione di contratti di gestione patrimoniale;
  • Intestazione di depositi titoli e conti correnti;
  • Rappresentazione in aste di vendita;
  • Estensione di attività imprenditoriale ad altro settore;

 

 

Mandato ad amministrare senza intestazione: attività di recente diffusione che prevede l’amministrazione di attività finanziarie e patrimoniali che un soggetto potrebbe avere interesse ad affidare ad una società fiduciaria con riguardo a:

  • beni detenuti all’estero,
  • liquidità o strumenti finanziari,
  • partecipazioni in società non quotate oppure beni immobili.

 

In questo caso agli adempimenti di tipo fiscale cui il cliente dovrà assolvere provvederà direttamente la società fiduciaria nel suo ruolo di sostituto d’imposta (ivi compresa la compensazione di minus e plusvalenze nel regime del risparmio amministrato). Il cliente persona fisica, inoltre, avrà il vantaggio di non dover riportare nel quadro RW della propria dichiarazione dei redditi le attività finanziarie e patrimoniali detenute “in chiaro” all’estero. 25

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Previdenza

 

Perché costruirsi una pensione complementare?

La risposta è facilmente rintracciabile nel processo che continuerà a caratterizzare l’erogazione della pensione pubblica per le generazioni presenti e future: essa diventerà sempre più povera a confronto dell’ultimo reddito da lavoro (cosiddetto tasso di copertura); si palesa il problema di un gap pensionistico da colmare, tanto maggiore quanto minore è l’anzianità contributiva che oggi contraddistingue i giovani occupati.

Pertanto, meglio affrontare la questione da subito: un’adeguata pianificazione della costruzione di un montante previdenziale consentirà di evitare massicci ed affrettati versamenti ai fondi pensione nella fase finale, volti a garantirsi un’adeguata rendita vitalizia. Chi comincia dalla giovane età a programmare – per quanto naturalmente sia possibile, visti i plurimi elementi di aleatorietà che contraddistinguono la base di calcolo del metodo contributivo – si troverà nella condizione di approfittare da subito di due aspetti: da un lato i vantaggi fiscali che consentono nell’immediato la totale deducibilità dei versamenti e a scadenza una più vantaggiosa tassazione del montante convertito in rendita, e dall’altro lato, una posizione previdenziale che continuerà ad essere alimentata attraverso i versamenti che il lavoratore (e, perché no, anche il datore di lavoro) destinerà alla forma di previdenza complementare preferita, e che pertanto meglio lo supporterà negli anni di uscita dal mondo del lavoro.

 

In questo processo, un momento fondamentale è costituito anche dal monitoraggio della posizione: è errato pensare che, alla luce di un utilizzo delle somme differito nel tempo, la valutazione e l’eventuale ribilanciamento delle scelte previdenziali non abbia importanza. Al contrario, un’adeguata attenzione alla scelta del comparto di investimento e all’efficienza del prodotto previdenziale impattano sensibilmente sul risultato finale e consentono di sfruttare i movimenti primari dei mercati finanziari così come di mettere al riparo, man mano che ci si avvicina alla parte finale del ciclo di accumulazione, il montante faticosamente risparmiato. 26

 

 

Fondo Pensione Aperto

Offre ad ognuno la possibilità di crearsi una previdenza personale, o integrativa a quella pubblica, in modo da mantenere nell’età della pensione un tenore di vita analogo a quello acquisito nel periodo lavorativo.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

Il Fondo Pensione Aperto consente, agli individui che versano periodicamente delle quote di risparmio, di costituire alla scadenza (coincidente con la data di pensionamento) un capitale che sarà convertito in una rendita vitalizia. Alla scadenza, l’aderente ha la possibilità di incassare in forma di capitale fino ad un massimo del 50% dell’intero montante accumulato. È indirizzato a chiunque: lavoratori autonomi, professionisti, lavoratori dipendenti (in assenza di Fondo di Categoria, per le quote eccedenti i contributi versati a quest’ultimo o a fronte di redditi diversi da quelli da lavoro dipendente), percettori di redditi non da lavoro o d’impresa, familiari a carico, ecc. Infine offre l’opportunità di trasferire la propria posizione presso altri fondi (dopo almeno 2 anni di permanenza), riscattarla in caso di cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 48 mesi, pensionamento, premorienza, o ottenere anticipazioni.

REGIME FISCALE

I rendimenti finanziari maturati sono tassati annualmente nella misura dell’11% (anziché del 12,5% o del 20%, applicata al momento della percezione della prestazione, come le altre forme di risparmio gestito). I versamenti sono deducibili dal reddito imponibile dell’aderente nel limite di max € 5.164,56.
Familiari a carico: la deducibilità spetta all’aderente fino a capienza del suo reddito e per l’eccedenza al soggetto fiscale principale nei limiti di deducibilità complessiva di quest’ultimo. Le prestazioni sono tassate nella misura del 15%, che si riduce dello 0.3% per ogni anno di permanenza nella previdenza complementare oltre il 15°, fino ad un minimo del 9%.

Piano Individuale di Previdenza (PIP)

Il “PIP” di tipo assicurativo il cui scopo è di consentire di costruire nel tempo una pensione complementare (“rendita”) che si aggiungerà alle prestazioni del sistema pensionistico obbligatorio in modo da mantenere un tenore di vita all’età della pensione analogo a quello del periodo lavorativo.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

Consente di costruire nel tempo una rendita vitalizia, da corrispondere a partire dalla data di pensionamento attraverso un piano di versamenti molto flessibile. Infatti l’aderente sceglie liberamente l’importo da versare, la periodicità (mensile, trimestrale, semestrale o annuale) e nel corso del tempo può effettuare versamenti aggiuntivi.
Per la gestione dei contributi durante la fase di accumulo dispone di un moderno motore finanziario che affianca alla tradizionale gestione separata – con un rendimento minimo garantito e capitalizzazione dei proventi annui – dei fondi interni a crescente esposizione azionaria.
Alla data di pensionamento, sarà quindi corrisposta una rendita che annualmente sarà rivalutata in base ai rendimenti di una gestione separata assicurativa.

VANTAGGI

È possibile ottenere una prestazione pensionistica al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni stabiliti nel regime obbligatorio di appartenenza, con un minimo di 5 anni di iscrizione al fondo. La pensione verrà erogata fino ad un massimo del 50% in forma di capitale ed il resto sotto forma di rendita (vitalizia, vitalizia reversibile, rendita certa e successivamente vitalizia).

Offre inoltre l’opportunità di trasferire la propria posizione presso altri fondi (dopo almeno 2 anni di permanenza), di riscattarla in caso di cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo superiore a 48 mesi, di pensionamento e di premorienza, e di ottenere anticipazioni del capitale maturato in presenza di determinati presupposti.

A CHI SI RIVOLGE

È indirizzato a chiunque: lavoratori autonomi, professionisti, lavoratori dipendenti, percettori di redditi non da lavoro o d’impresa, familiari a carico, ecc., che sentono l’esigenza di costruirsi nel tempo un reddito con cui integrare l’assegno pensionistico di base usufruendo di tutti i vantaggi fiscali che il legislatore mette a disposizione.

REGIME FISCALE

I rendimenti finanziari maturati sono tassati annualmente nella misura dell’11% in capo al fondo (anziché del 12,5% o del 20% come le altre forme di risparmio gestito).
I versamenti sono interamente deducibili dal reddito imponibile dell’aderente nel limite massimo di € 5.164,56.
Familiari a carico: la deducibilità spetta all’aderente fino a capienza del suo reddito e per l’eccedenza al soggetto fiscale principale nei limiti di deducibilità complessiva di quest’ultimo.

Le prestazioni sono tassate nella misura del 15%, che si riduce dello 0.3% per ogni anno di permanenza nella previdenza complementare oltre il 15°, fino ad un minimo del 9%.


 

Tax Planning

 

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Servizio ideale per clienti “multi-bancarizzati” in quanto permette di gestire in modo unitario e riservato la propria posizione fiscale relativa ad assets finanziari (per i quali opera il regime di risparmio amministrato) detenuti appunto su più intermediari, sia in Italia che all’estero. La società fiduciaria, formale titolare dei rapporti, operando come sostituto d’imposta potrà compensare plus e minusvalenze relative all’intera posizione fiscale. Al vantaggio della “ottimizzazione” fiscale va aggiunta la possibilità per il cliente di avvalersi di una consulenza completa e personalizzata su tutto il patrimonio, esistente su più banche, attraverso un monitoraggio continuo degli obiettivi di investimento e del rischio complessivo di portafoglio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pianificazione Successoria

 

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In Italia pochissime persone pianificano in vita il trasferimento del proprio patrimonio alle generazioni future. I dati dicono che circa l’85% delle persone non fa addirittura nulla, forse per mancata percezione del bisogno o per scaramanzia o scoraggiata dalla difficoltà e vastità della materia, lasciando, di fatto, che a regolare tali situazioni sia la legge. Allo stato attuale la normativa italiana, che si basa sul concetto “tradizionale” di famiglia, non prevede situazioni familiari “alternative” ben presenti nella realtà come, solo per citarne due, le convivenze (che nel 2015 supereranno numericamente i matrimoni) e le coppie o unioni di fatto. Per coloro che si trovano in simili situazioni è consigliabile “attivarsi” in tempo (leggasi: quando ancora in vita) per scongiurare il rischio che, stante la attuale normativa, il loro patrimonio possa passare di mano ben diversamente da come avrebbero desiderato. Si deve anche constatare che c’è un “virtuoso” 15% di persone che invece affronta la delicata questione di tramandare le proprie ricchezze quando non ci sarà più e, nella maggior parte dei casi, per raggiungere lo scopo utilizza il testamento. Può accadere però che anche il testamento, ovviamente regolarmente redatto, seppur strumento di indubbio valore non possa rispondere completamente a particolari esigenze come, invece, potrebbero fare gli strumenti di cui trattiamo.

“Non c’è qualità nella natura umana, che causa gli errori più fatali nella nostra condotta, di quella che ci porta a preferire tutto ciò che è presente per il lontano e remoto”. Hume 1739. 30

 

 

 

 

 

 

 

Passaggi Generazionali in Azienda

 

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I passaggi generazionali in una famiglia spesso, in ragione della composizione del tessuto produttivo italiano, sono strettamente legati a quelli in azienda e dunque richiedono una attenta “visione” di insieme, poiché devono garantire la continuità aziendale nel tempo oltre che evitare dissapori nella famiglia dell’imprenditore. Un dato statistico: nei primi 5 anni dal loro avvio, il 90% delle nuove aziende di matrice familiare cessa la propria attività, del rimanente 10%, il 67% scompare o passa di proprietà dopo la prima generazione e, sempre riferendoci a questo 10%, solo il 12% sopravvive con la stessa proprietà di controllo oltre la terza generazione. È dunque fondamentale progettare dall’imprenditore, quando è ancora in vita, il passaggio generazionale per non dissipare e disperdere il patrimonio aziendale (si pensi, per esempio, al know-how di molte imprese artigianali o al brand rappresentativo di una importante nicchia di mercato). 31

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Finanziamenti

Mutui

 

Crediti Personali

 

Leasing

È un contratto di finanziamento che consente, a fronte del pagamento di un canone periodico, di disporre di un bene strumentale per l’esercizio della propria professione o attività imprenditoriale e di esercitare, al termine del contratto, un’opzione di riscatto del bene stesso ad una cifra prestabilita.

In una economia moderna la proprietà giuridica dei mezzi di produzione viene gradualmente sostituita dalla possibilità di disporre del loro utilizzo. Uno degli aspetti peculiari del leasing finanziario è proprio quello di scindere la proprietà dall'utilizzo del bene, consentendo di ristabilire l'unità dei due aspetti al termine del contratto.

Il leasing è il servizio finanziario più consono a supportare gli investimenti produttivi ed esprime la massima convenienza quando i flussi passivi del piano di rimborso trovano piena copertura in quelli di reddito generati dagli investimenti.

Il leasing è un contratto di finanziamento che vede coinvolti tre soggetti:

  • l’utilizzatore: colui che sceglie e utilizza il bene a fronte del pagamento di canoni periodici riservandosi di riscattarlo al termine del contratto;
  • il concedente: la società di leasing intermediatrice che acquista il bene e ne conserva la proprietà sino al momento del suo eventuale riscatto;
  • il fornitore: colui che vende il bene alla società di leasing.

 

Tramite l’operazione di leasing si realizza una scissione tra la proprietà, che resta in capo alla società di leasing, e l’utilizzo del bene da parte del cliente: con il riscatto tale unità si ricostituisce.

I principali vantaggi di un’operazione di leasing possono essere riassunti in 2 categorie: finanziari e fiscali.

 

Finanziari

  • finanzia interamente il costo del bene compresa l’IVA (diversamente da altre forme di finanziamento);
  • permette una considerevole personalizzazione del piano d’ammortamento, in relazione al tipo d’investimento ed alla previsione dei flussi finanziari da esso generati;

 

  • riduce il capitale immobilizzato in beni strumentali, consentendo di liberare risorse finanziarie da destinare ad altri impieghi;
  • consente un ammortamento in tempi notevolmente ridotti rispetto a quanto previsto nel caso di acquisto diretto;
  • costituisce una diversificazione delle fonti di finanziamento oneroso a medio-lungo termine, a costi in linea con gli altri finanziamenti di pari durata.

 

Fiscali

Le opportunità fiscali garantite dal leasing (e valide ovviamente solo per la clientela corporate) si basano sul presupposto che tale prodotto consente di trasformare il costo di un cespite (capitale immobilizzato nel caso di acquisto del bene) in una prestazione di servizi (costo imputabile a Conto Economico).

Pertanto i canoni di locazione finanziaria (tranne il riscatto) rappresentano per l’utilizzatore (impresa o lavoratore autonomo) un costo fiscalmente deducibile purché vengano rispettate alcune condizioni:

 

 

 

  • il reddito dell’utilizzatore lo consenta (l’impresa deve essere in utile);
  • la durata dell’operazione;
  • il bene oggetto del contratto sia strumentale all’attività esercitata dall’utilizzatore.

 

Il criterio di imputazione dei canoni di leasing è quello della competenza economica, in base perciò alla quota imputabile a ciascun periodo d’imposta.

Il corrispettivo totale della locazione finanziaria, compreso l'eventuale maxi canone, deve essere ripartito in modo lineare lungo tutto l'arco temporale di durata del contratto.

Leasing Strumentale

 

(anche da costruire): macchinari, attrezzature, impianti, linee produttive, ecc.;

 

Leasing Nautico

 

navi, galleggianti, aeromobili iscritti al R.I.Na (Registro Italiano Navale) o al R.A.N. (Registro Aeronautico Nazionale).

 

Leasing Targato

 

autovetture, veicoli commerciali, veicoli industriali, macchine operatrici, macchine agricole e qualunque bene provvisto di targa che sia iscritto o meno al P.R.A.;

 

Leasing Immobiliare

 

(anche da costruire): immobili industriali, artigianali, commerciali e direzionali. 33

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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